Fase 2 dal 4 maggio ma spostamenti ancora limitati e negozi aperti il 18

lettura in 3 minuti

La fine della quarantena il 4 maggio ci sarà ma nessuno si aspetti di poter tornare a circolare liberamente. È il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che lo spiega in una intervista a Repubblica.

Il premier rassicura sull’impegno a facilitare la ripartenza del Paese dopo il 4 maggio, ma puntualizza la volontà di «procedere con cautela». Il rischio è che l’epidemia possa tornare a rinforzarsi. Oggi o nei primi giorni della settimana Conte potrebbe comunicare le nuove regole agli italiani.

Ha fatto sapere di stare «lavorando, proprio in queste ore, per consentire la ripartenza di buona parte delle imprese, dalla manifattura alle costruzioni per il 4 maggio. Per poter ripartire servirà un rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, per i luoghi di lavoro, per le costruzioni e per le aziende di trasporto. Con autocertificazione e autorizzazione dei Prefetti potranno essere riaperte le attività “strategiche”. Il piano conterrà anche una più generale revisione delle regole sul distanziamento sociale.

“Non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento, ma stiamo studiando un allentamento delle attuali, più rigide restrizioni”,ha detto Conte a Repubblica. La fine del lockdown non sarà un “libera tutti”. Saranno consentiti maggiori spostamenti ma con accorgimenti particolari.

La scuola riaprirà a settembre anche se nulla ancora è deciso ma “tutti gli scenari elaborati dal comitato tecnico-scientifico prefigurano rischi molto elevati di contagio, in caso di riapertura delle scuole”.

Ma tra le riaperture c’è anche quella delle Chiese. È in arrivo dal comitato scientifico l’indicazione di nuove regole per le cerimonie religiose. “Auspichiamo di poter venire incontro all’esigenza, fondamentale per i credenti, di accostarsi ai sacramenti”, ha detto Conte. Il comitato è diviso su questo tema e potrebbe optare per l’accesso a numero chiuso all’interno delle chiese per celebrare funerali e matrimoni.

Intanto la data di riapertura dei negozi è tutt’altro che certa. Se il 4 maggio potrebbero anche riaprire alcuni negozi, per gli altri potrebbe essere necessario attendere il 18 o addirittura il 25 maggio. Secondo il comitato scientifico non ha senso distanziare le riaperture di una settimana. Ne occorrono almeno due, meglio tre, per verificare gli effetti della prima ripresa delle attività. Se il via libera ai negozi arrivasse il 18, a questo punto, dopo la nuova verifica, l’apertura di bar e ristoranti sarebbe rinviata a inizio giugno.