Balestrate torna nei Borghi dei tesori per la quarta edizione consecutiva. Ancora una volta la cooperativa di comunità Terre delle Balestrate rilancia la partecipazione della borgata marinara al festival che svela luoghi, storie e tradizioni dei piccoli paesi siciliani.
Appuntamento il 9 e 10 maggio a Balestrate con le tradizionali passeggiate nel centro storico, attraverso il Museo a cielo aperto della storia di Sicilia, e all’interno della chiesa madre e del fondo antico che oggi risplendono grazie al sapiente lavoro di padre Francesco Giannola.
Ci sono anche due grandissime novità.
La prima porta le lancette della storia di Balestrate indietro di duemila anni e precisamente ai tempi dei romani. Una passeggiata alla foce del fiume Jato svelerà i segreti del corso d’acqua che un tempo era navigabile e percorso da imbarcazioni e flotte che dovevano far rifornimento di viveri e acqua. Un via vai continuo testimoniato da incredibili ritrovamenti come antichi fornaci, cocci di anfore e persino un misterioso lungo chiodo in metallo che sembra ancora intatto ed evoca suggestioni di fede.

“Questo tour – spiega il presidente della cooperativa, Riccardo Vescovo – è un nuovo passo avanti nella prosecuzione di un importante progetto culturale che prevede la realizzazione di un museo della storia in cui esporre i tanti ritrovamenti avvenuti in questi anni. Come cooperativa lanciamo un accorato appello alle istituzioni locali e regionali affinché possano supportarci. Bisogna fare in fretta, servono dei locali e serve l’impegno di tutti per mettere al sicuro i ritrovamenti che rappresentano un tesoro inestimabile da mostrare ai tantissimi turisti che si recano ogni anno nel nostro paese”.
La seconda novità è invece dedicata agli appassionati di gastronomia. Il “tour nel paese del gelato”, destinato a grandi e piccini, è una passeggiata tra storiche attività del luogo che da oltre 70 anni producono gelati fra tradizione e innovazione. Il lavoro di ricerca storica portato avanti dal gruppo di lavoro interno ha consentito di ricostruire la nascita dei primi locali pubblici sin dall’immediato dopoguerra, quando si diffusero delizie come i pezzetti e la “challotta”, per poi ripercorrere l’evoluzione della tradizione gelatiera fino ai giorni nostri con i gusti ispirati alle nuove colture tropicali, tra cui il celebre mango.
“Raccontare la produzione gelatiera locale – dice ancora Vescovo – significa valorizzare le eccellenze balestratesi e puntare ancora una volta sul turismo enogastronomico come settore per destagionalizzare. Il gelato ci consente di fornire nuovi strumenti al tessuto produttivo locale e alla società civile, per ampliare l’offerta turistica con nuove idee e momenti di intrattenimento”.
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