Rame e ferro rubati nel Palermitano finivano nel mercato illecito, sigilli a due aziende

lettura in 3 minuti

PALERMO – Il rame e il ferro che venivano rubati nel Palermitano rivenduti. A volte finivano anche all’estero. Due aziende leader in Sicilia nel settore della rottamazione dei metalli erano punto di riferimento per tanti pregiudicati, che ogni giorno portavano merce trafugata.

Le indagini della DDA di Palermo sui traffici illeciti di metalli

La scoperta della Guardia di finanza di Carini e della Compagnia dei Carabinieri di Cefalù, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo. Così due società con sede a Palermo e Carini, attive rispettivamente nel settore del recupero per il riciclaggio e nel commercio all’ingrosso di rottami metallici, sono andate in amministrazione giudiziaria. Sarebbero coinvolte nella ricettazione di materiali metallici di provenienza delittuosa.

Scatta un grosso sequestro per oltre 1,1 milioni

Sono stati sequestrati inoltre beni mobili e immobili per un valore complessivo di un milione e 100 mila euro. I reati contestati sono quelli di ricettazione di materiali metallici di provenienza delittuosa e traffico illecito di rifiuti. “La polizia giudiziaria, nel complesso, ha documentato presunte cessioni di materiali per un corrispettivo di due milioni di euro”, si legge in una nota di Carabinieri e Guardia di Finanza.

Dai furti alla rivendita dei metalli

Le indagini hanno permesso di documentare l’intero iter illecito: dai furti, ai danni di privati o di aziende di pubblica utilità (come l’Enel), al trasporto della merce negli stabilimenti delle aziende coinvolte nelle indagini, attraverso intermediari. “Successivamente – spiegano gli investigatori – tale materiale sarebbe stato oggetto di vendita ad altri gruppi commerciali compiacenti, con base a Roma e Bologna, e operanti su tutto il territorio nazionale ed estero”.

Al fine di assicurare la continuità dell’attività imprenditoriale e salvaguardare i posti di lavoro, l’Autorità Giudiziaria ha affidato la gestione delle due società ad un amministratore giudiziario.

Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!Seguici

notizia precedente

Palermo, giovane rifiuta ricovero per Covid e fugge col catetere attaccato

prossima notizia

Riapre il ponte Corleone dopo la chiusura di stanotte