Soffrono e non poco i cittadini delle due zone rosse di San Giuseppe Jato e San Cipirello. I due comuni Jatini sono in lockdown almeno fino a giorno 11 marzo, salvo proroga del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
Attività economiche al collasso
Sono i titolari di attività commerciali ad essere i più colpiti dall’emergenza. Nei due paesi è possibile spostarsi solo per motivi urgenti, non è possibile uscire dai confini comunali.
La gente non può uscire da casa
Gioacchino Lo Giudice, commerciante del settore abbigliamento, ha raccontato in una intervista quello che sta accadendo e parla di “disastro economico”. “La gente non può uscire da casa, ha paura ad uscire da casa, e quindi viviamo un grosso danno economico – dice -. La zona rossa potrebbe avere una motivazione anche se io personalmente non sono d’accordo. Se c’è un ladro non possiamo arrestare tutta la cittadinanza. Dicono che c’è stato un festino e sono aumentati i contagi. Ci sono persone che non rispettano le regole ma non può piangere tutta la cittadinanza”.

A San Giuseppe Jato e San Cipirello protestano anche i titolari di pasticceri e gelaterie che non riescono a lavorare a causa del blocco agli spostamenti. “Chiediamo di poter lavorare onestamente, come abbiamo sempre fatto”, dice un pasticcere.
Alle prese con le chiusure anche pizzerie e gastronomie. “Ho cercato di non chiudere neanche un giorno, ho cercato di dare un servizio al paese, e questo mi sta costando caro”, dice il titolare di una pizzeria.
Screening di massa nei due paesi
Intanto 8 sono i positivi rintracciati attraverso lo screening di massa nei due Comuni. Le Autorità sanitarie hanno comunicato l’esito dello screening di massa svoltosi ieri a San Giuseppe Jato. Sono stati effettuati in tutto 556 tamponi, 8 dei quali hanno dato esito positivo.
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