Invasi siciliani, 584 milioni di metri cubi: Schifani, nessuna emergenza idrica per l’estate

Dighe siciliane al 58% in più rispetto al 2025: i dati invaso per invaso. Estate 2026 senza emergenza idrica
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Le dighe siciliane non erano così piene da anni. Al primo aprile 2026, il volume invasato negli invasi dell’isola ha raggiunto circa 580 milioni di metri cubi — il 58% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, quando si fermava a poco più di 387 milioni, e il 9% in più rispetto al marzo scorso. Numeri che, per la prima volta dopo stagioni difficili, consentono di guardare all’estate senza l’ansia della siccità.

A certificarlo è il report mensile dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, guidata dal segretario generale ad interim Carmelo Frittitta, aggiornato al primo aprile e appena reso pubblico.

I dati invaso per invaso raccontano una Sicilia idrica in ripresa quasi ovunque. La diga Don Sturzo sul Gornalunga, con i suoi 71,33 milioni di metri cubi, è la più piena in termini assoluti tra gli invasi a uso irriguo, seguita da Lentini fuori alveo (99,68 Mmc) e Pozzillo sul Salso-Simeto (55,69 Mmc). Il bacino di Rosamarina sul San Leonardo segna 56,51 Mmc, mentre la diga Poma sullo Jato raggiunge 48,73 Mmc. Tra i bacini a uso potabile spicca il Fanaco sul Platani con 15,82 Mmc, quasi quattro volte il dato di aprile 2025 (3,91 Mmc). Bene anche Garcia sul Belice Sinistro, che passa da 19,02 a 37,64 Mmc.

Gli incrementi più significativi rispetto al mese precedente si registrano proprio sulla diga Don Sturzo (+10,04 Mmc), Garcia (+7,46 Mmc) e Rosamarina (+7,36 Mmc). Solo pochi invasi minori segnano lievi cali — Comunelli, Furore, Gammauta e Zaffarana — ma si tratta di volumi marginali che non incidono sul quadro complessivo.

Il confronto con aprile 2025 è ancora più eloquente: la diga Arancio sul Carboj aveva appena 8,76 Mmc, oggi ne conta 21,64. Il Pozzillo era a 32,30, ora supera i 55. Il Don Sturzo era fermo a 39,69, oggi tocca 71,33.

A fare la differenza, spiega il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, non sono solo le piogge abbondanti degli ultimi mesi. «Le riserve accumulate, unitamente a quelle reperite con gli interventi della Regione sui pozzi e reti, oltre all’apporto dei tre dissalatori costruiti a Trapani, Porto Empedocle e Gela, consentono di affrontare l’approvvigionamento estivo non più in condizioni di severità idrica, garantendo risorse per gli usi potabile, irriguo e industriale».

Schifani guarda avanti: «Si tratta di risultati concreti che richiedono anche un’attenta pianificazione, con la redazione del Piano di tutela delle acque da aggiornare ogni sei anni, in cui sono previste azioni per rendere più resiliente il sistema che va incontro a fenomeni di siccità ricorrenti».

Un segnale incoraggiante per un’isola che negli ultimi anni ha convissuto con razionamenti, autobotti e allarmi idrici. Almeno per quest’estate, i rubinetti siciliani sembrano al sicuro.