No al lockdown, la Sicilia vira verso la zona arancione

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  • I contagi calano ai livelli di ottobre
  • La Sicilia verso la zona arancione dal 1 febbraio
  • Sindaci favorevoli a zona arancione e ripresa della ristorazione

Contagi mai così bassi in Sicilia da ottobre. Anche se non pienamente rispettata, si fanno sentire gli effetti della zona rossa e delle disposizioni del Governo. Lo dicono i numeri dei vari report e la Sicilia si avvia verso la zona arancione. Dal periodo 14-20 ottobre in numero dei contagi in Sicilia non è mai stati così basso.

Effetto zona rossa, calano i nuovi positivi

Il numero dei nuovi positivi scende ancora in Sicilia e nella settimana tra il 20 gennaio e ieri è arrivato da 12.093 a 7.959 (-34,2%) contro una riduzione del 12,2 per cento medio in Italia. L’Isola, unica regione in zona rossa, ha fatto registrare il calo più sostenuto in Italia. Segno che la “cura da cavallo” voluta dal presidente della Regione per frenare la galoppata del virus durante le feste natalizie sta funzionando.

Oggi l’intervento di Razza all’Ars

L’assessore alla Salute Ruggero Razza oggi all’Ars relazionerà sulla situazione del epidemia in Sicilia . Il presidente Nello Musumeci,  ha già annunciato, anche in una intervista in diretta Tv, che la Sicilia si prepara ad entrare in fascia arancione già a partire da venerdì, quando è attesa la nuova ordinanza del ministro.

La zona arancione dal fine settimana o dal 1 febbraio

Stavolta il presidente non chiederà misure più stringenti per l’Isola, come richiesto due settimana fa. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere la zona gialla entro la primavera. “Se il calo dei contagi dovesse essere confermato fino alla fine della settimana sarebbe auspicabile la transizione della Sicilia dalla ‘zona rossa’ alla ‘zona arancione'”. Lo dice il sindaco di Salemi, Domenico Venuti.

Il sindaco di Salemi chiede misure diversificate

“Se questo passaggio non dovesse avvenire – prosegue Venuti – allora sarebbe opportuno diversificare le misure di contenimento nei vari centri urbani in base al rischio epidemiologico dettato dai numeri. La ‘zona arancione’, infatti, pur mantenendo un prudenziale divieto di spostamento fuori dal Comune di residenza, consentirebbe la circolazione interna dando respiro ad alcuni settori importanti come il commercio, la ristorazione e i bar che più di ogni altro stanno pagando le conseguenze di questa crisi”.  E proprio riguardo ai ristori per le categorie più colpite dal blocco, il sindaco di Salemi ricorda che questi dovranno essere “adeguati e proporzionati al crollo degli introiti, mentre una particolare attenzione – continua Venuti – va data al comparto delle sale ricevimenti, fondamentali per la Sicilia in virtù del grande numero di posti di lavoro legati a queste attività. Si tratta di realtà – conclude il sindaco di Salemi – che dovranno essere messe nelle condizioni di potere ripartire con slancio, attraverso aiuti consistenti, quando il dato epidemiologico lo consentirà”.

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