Un atro tassello che va a comporre l’intricato mistero della Nuova Iside. Naufragato nel tratto di mare tra San Vito lo Capo e Ustica il 13 maggio scorso.
Un peschereccio della Marineria di Terrasini ha pescato un palangaro che era stato calati in mare dalla Nuova Iside. Il altro peschereccio ha, invece, trovato una ancora che apparterrebbe ad una scialuppa di salvataggio della Nuova Iside.
Gli oggetti ritrovati sono stati consegnati all’Ufficio circondariale marittimo di Terrasini.

Intanto non si fermano le ricerche del terzo componente dell’equipaggio ancora disperso. All’appello manca Vito Lo Iacono, 27 anni, figlio del comandante Matteo, ritrovato sabato scorso dall’equipaggio della motonave Antonello Da Messina.
Sulla tragedia della Nuova Iside ruotano I dubbi delle famiglie coinvolte nel naufragio. La famiglia di Matteo e Vito ha dato mandato ad un legale di ricostruire le varie fasi che hanno portato alla sparizione della motopesca. L’ipotesi della famiglia Lo Iacono pone dubbi sull’incidente autonomo. La Nuova Iside potrebbe essere stata speronata da una nave mercantile di passaggio e non affondata a causa del mare grosso a causa dello scirocco.
“Abbiamo chiesto l’autopsia sul corpo del capitano Matteo Lo Iacono – dice l’avvocato – Il palangaro mi dicono i pescatori che era integro. Una conferma che in quel tratto di mare è successo qualcosa di anomalo. Quel peschereccio e con quell’equipaggio non poteva affondare”.
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