I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, con la collaborazione degli ispettori in servizio presso le Direzioni Provinciali dell’INPS e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, hanno sottoposto a controllo 2 imprenditori operanti nel commercio al dettaglio di carburante per autotrazione a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), portando alla luce irregolarità connesse all’impiego di 27 lavoratori in nero e 31 lavoratori irregolari, a fronte delle quali sono state elevate sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di circa 570.000 euro.
Il servizio è stato eseguito dalla Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto e costituisce il naturale sviluppo di una precedente attività di polizia giudiziaria delegata dalla locale Procura della Repubblica, diretta dal dott. Giuseppe Verzera, che nell’ottobre 2025 aveva già condotto all’applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti dei suddetti datori di lavoro, ritenuti responsabili del reato di sfruttamento ai danni di 9 lavoratori dipendenti addetti alla gestione delle colonnine di erogazione del carburante.
L’operazione aveva permesso di documentare numerosi episodi di sfruttamento, connessi sia all’applicazione di un trattamento retributivo difforme dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, sia alle reiterate violazioni della normativa sull’orario di lavoro e sui periodi di riposo.

In particolare, era stato possibile verificare come gli imprenditori avessero:
– imposto ai lavoratori turni di 8 ore indicando in busta paga un monte ore giornaliero di 6 ore e 40 minuti;
– non corrisposto, o corrisposto solo parzialmente, le maggiorazioni previste per il lavoro straordinario diurno e notturno, nonché le indennità dovute per i giorni festivi e quelle di tredicesima e quattordicesima mensilità, pretendendo in alcuni casi la restituzione in contanti delle stesse, dopo averle regolarmente erogate.
L’odierno servizio ha così consentito di avvalorare, sotto un diverso profilo sanzionatorio, quanto già emerso nel corso delle attività di polizia giudiziaria, ravvisando nelle condotte degli imprenditori specifiche responsabilità amministrative, oltre che penali.
L’accertamento, relativo al periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2024, ha fatto emergere l’impiego di numerosi lavoratori completamente in nero e la frequente corresponsione di retribuzioni in assenza di qualsiasi tracciabilità: espedienti attraverso cui gli imprenditori hanno potuto sottrarsii indebitamente al pagamento degli obblighi previdenziali e assistenziali.

