Sono centinaia i siciliani in attesa di poter rientrare in Sicilia in questi giorni e che sono rimasti bloccati a causa della misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus.
Al Nord e all’estero ci sono tanti siciliani che attendono il via libera per poter tornare nella propria terra. Una possibilità fino ad oggi negata a causa del divieto agli spostamenti.
Il Dpcm del 26 aprile firmato da Giuseppe Conte apre agli spostamenti da una Regione all’altra. Oggi però il governatore Musumeci, intervistato su La7, ha ribadito la linea dura contro i rimpatri. La Sicilia, secondo Musumeci, deve continuare a restare blindata fino al 31 maggio.

Una decisione, quella di Musumeci, che però sembra andare in contrasto con il decreto del presidente del consiglio.
“Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie; in ogni caso, e’ fatto divieto atutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.
Proprio su quest’ultimo. punto si è acceso il dibattito tra i siciliani rimasti bloccati al Nord e all’estero, vuoi perché hanno perso il lavoro, vuoi perché hanno terminato gli studi. In base alla legge nazionale, se questi dovessero trovare un biglietto aereo, visto il blocco sullo stretto di Messina, potrebbe tornare in Sicilia? La legge parla chiaro, sì.
Allora perché il presidente della regione continua a ribadire la propria posizione in netto contrasto con le norme nazionali? Su questo punto servirebbe forse maggiore chiarezza. Chi deve fare rientro al proprio domicilio, secondo il governo nazionale, ha tutto il diritto di farlo. Dovrà, una volta rientrato, denunciare la propria presenza sul territorio regionale e mettersi in quarantena per 2 settimane. Al termine dovrà eseguire il tampone.
Difficilmente chi vuole rientrare in Sicilia verrebbe fermato. Il difficile è però riuscire a trovare un volo per il rientro sull’Isola. Trovate un posto disponibile sui pochi aerei che garantiscono la continuità territoriale è al momento un terno al lotto.
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