Il governo Conte, oltre al preparare la fine della quarantena, starebbe preparando anche il piano per tornare in lockdown in caso di un aumento dei contagi.
Oltre ai tempi e ai modi della Fase 2, il governo sta pensando a quale meccanismo “d’emergenza” introdurre se, dopo il primo allentamento del lockdown, in alcune aree del Paese tornassero a salire i contagi. Una ipotesi per molti esperti più che probabile sopratutto nelle regioni del Nord dove ancora si registrano numeri importanti di nuovi casi.
Il governo ipotizza appunto un “lockdown di ritorno”. Il piano che starebbe studiando la squadra di esperti prevede l’ipotesi di inserire un automatismo che vincoli le Regioni o procedere di caso in caso. Si potrebbe trattare dunque di istituire una zona protetta differenziata da regione a regione.

Per decidere il premier Conte si sta prendendo tutto il tempo necessario.
Per quanto riguarda le attività produttive l’orientamento è quello di aprire tutto il 4 maggio e non fare eccezioni per le aziende private e riavviare l’edilizia pubblica il 27 aprile. Tra oggi e domani l’annuncio.
In generale per il piano della fase 2 Giuseppe Conte si sta prendendo un po’ di tempo per definire gli ultimi aspetti In discussione ci sono sia le regole sul distanziamento sociale e sull’utilizzo delle mascherine, sia la gestione dei trasporti.
Poi bisogna decidere come scandire l’apertura di ristoranti e bar, con la possibilità che in una prima fase, dal 4 o dall’11 maggio, scatti la possibilità di fare asporto.
Come detto, quanto ai casi di possibile risalita del contagio, si sta valutando un meccanismo che usi, come suggerito anche dalla task force di Colao, insieme all’indice dei contagi anche la capienza degli ospedali sul territorio e la disponibilità di dispositivi di protezione individuale. Se salisse l’indice del contagio, ad ogni modo, il “lockdown” tornerebbe a scattare in alcune aree del Paese.
No related posts.
