Non sarà una semplice ondata di maltempo quella che si appresta a colpire la Sicilia nelle prossime ore e questo si dice da giorni. Le carte meteorologiche parlano chiaro e le istituzioni corrono ai ripari: l’Isola sta per essere investita dal Ciclone Harry, una struttura depressionaria profonda e insidiosa – battezzata ufficialmente dall’Università di Berlino e dall’agenzia meteorologica spagnola AEMET – che promette 48 ore di passione, tra venti di tempesta e piogge torrenziali.
L’allarme è scatta ufficialmente nel pomeriggio di domenica. Il Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) ha diramato un avviso che lascia poco spazio alle interpretazioni. L’invito agli automobilisti è perentorio: viaggiare solo in caso di estrema necessità . Un appello che suona come un avvertimento severo, dettato dalle previsioni che indicano condizioni al limite della praticabilità su molte arterie, specialmente quelle esposte ai quadranti orientali.
La furia del vento e il mare “Fondo Scala”
A preoccupare maggiormente non è solo la pioggia, ma la violenza del vento. A partire dalla notte tra domenica e lunedì 19 gennaio, Eolo soffierà con una potenza rara. Si parla di raffiche di burrasca forte che potrebbero evolvere in fortunale, toccando punte di F11 o F12 sulla scala Beaufort. Tradotto in termini pratici: venti che superano i 100 km/h, capaci di sradicare alberi e danneggiare infrastrutture.
Di conseguenza, il mare si trasformerà in un muro d’acqua. Lo Ionio e il Canale di Sicilia raggiungeranno forza 8 della scala Douglas: mari “grossi” o “molto grossi”, con onde che potrebbero toccare i 7 metri di altezza. Le mareggiate lungo le coste esposte si preannunciano violente, minacciando i lungomari e le strutture balneari precarie.
La “bomba d’acqua” sul versante Ionico
Se il vento farà paura, l’acqua potrebbe fare danni. Il ciclone Harry si posizionerà tra il Canale di Sicilia e lo Ionio, pompando aria umida e calda verso la nostra regione che si scontrerà con correnti più fredde. Il risultato sarà un mix esplosivo. Tra lunedì e mercoledì 21 sono previsti accumuli pluviometrici che gli esperti definiscono “ingenti”, con il rischio concreto di fenomeni alluvionali.
L’area più a rischio è quella compresa tra l’Etna e i monti Peloritani, ma in generale tutta la Sicilia orientale è sotto la lente d’ingrandimento. In queste zone, i temporali potrebbero scaricare enormi quantità d’acqua in poche ore, mettendo a dura prova la tenuta idrogeologica dei territori. Anche la neve farà la sua comparsa: sull’Etna si prevedono bufere sopra i 1300-1500 metri, rendendo la montagna un luogo assolutamente da evitare.
La macchina dei soccorsi: scatta il preallertamento
Di fronte a questo scenario, la Protezione Civile regionale non ha atteso gli eventi. Il Dirigente Generale Salvo Cocina ha inviato una nota di preallertamento a tutti i Sindaci e ai responsabili della Protezione Civile locale. Il messaggio è chiaro: non aspettate che inizi a piovere per agire.
È stato richiesto ai primi cittadini di attivare immediatamente i COC (Centri Operativi Comunali) e di mettere in campo tutte le misure preventive necessarie. Si dovrà controllare la cartellonistica stradale (che potrebbe volare via con il vento), verificare i sottopassi, pulire le caditoie e monitorare i corsi d’acqua. Sorvegliati speciali anche le alberature cittadine e le impalcature. La raccomandazione alla popolazione è quella di evitare di sostare in aree a rischio, come cantine, argini di torrenti o zone costiere esposte alle onde.
Le prossime 12-24 ore saranno cruciali. La traiettoria del minimo depressionario è ancora soggetta a lievi variazioni: bastano 100 km di spostamento del “cuore” del ciclone per cambiare drasticamente la mappa delle zone più colpite. Tuttavia, la certezza è una sola: Harry sta arrivando, e la prudenza non sarà mai troppa.
L’autore
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