Ancora un dramma sul lavoro, ancora un operaio che perde la vita mentre svolge il proprio mestiere. Questa volta la tragedia si è consumata a Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo, dove nel primo pomeriggio di ieri, in un cantiere edile di via Madonnina di Gibilmanna, è morto travolto dalle macerie Mario Cirincione, 49 anni.
Originario di Lascari, il 49enne lascia la moglie Giusi e due figli giovanissimi. “Un figlio di Lascari che viveva a Campofelice di Roccella per ragioni di lavoro – commenta il sindaco di Lascari Franco Schittino – Siamo vicini alla famiglia in questo momento di immenso dolore”.
Mario Cirincione viene descritto da tutti come un uomo riservato e laborioso, dedito alla famiglia e al lavoro. “Una persona perbene, un lavoratore onesto – lo ricorda il consigliere comunale Giulio Giardina – che lascia nel dolore e nello sconforto l’intera comunità ”.
Secondo una prima ricostruzione, l’operaio stava effettuando dei lavori di ristrutturazione in un immobile, quando improvvisamente un muro è crollato, schiacciandolo. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno liberato il corpo dell’uomo dalle macerie, e dei sanitari del 118, ma ogni tentativo di rianimare il 49enne è risultato vano.
Grande il cordoglio nella piccola comunità di Campofelice di Roccella, dove Mario Cirincione viveva da oltre vent’anni, come racconta il sindaco Giuseppe Di Maggio: “Una morte che ci addolora come comunità e come amministratori. Una giovane vita strappata alla vita e ai suoi affetti più cari”.
Sulla dinamica dell’incidente indagano ora i carabinieri, che dovranno accertare il rispetto delle norme di sicurezza ed eventuali responsabilità . Gli inquirenti, in particolare, dovranno verificare se in cantiere fossero state adottate tutte le misure per tutelare l’incolumità degli operai. Si allunga così la striscia di sangue nei cantieri italiani, a pochi giorni dalla tragedia di Firenze, dove hanno perso la vita due operai.
I sindacati di categoria sono intervenuti con forza sull’ennesimo dramma sul lavoro: “Basta morti nei cantieri. Le istituzioni devono fare di più per garantire la sicurezza. Non si può morire così”. Parole di dolore e rabbia, che si rincorrono dopo l’ennesima tragedia. Parole che non restituiscono un padre ai suoi figli.
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