Il questore di Palermo Leopoldo Laricchia ha vietato il concerto di Daniele De Martino al teatro Vito Zappalà di Mondello, evento già sold out previsto per domani. Una decisione che arriva dopo mesi di polemiche attorno al neomelodico palermitano, seguito da oltre un milione di follower sui social.
Nel giugno del 2021, Laricchia gli aveva già notificato un avviso orale: un ammonimento formale a smettere di esaltare pregiudicati e mafiosi attraverso le sue canzoni. De Martino aveva cambiato repertorio, ma nell’agosto scorso si era comunque esibito al matrimonio della figlia di un narcotrafficante legato alla ‘ndrangheta, a Palmi, in Calabria. Quell’esibizione — e soprattutto i commenti che l’accompagnarono — ha spinto il questore a passare alla linea dura.
Un secondo provvedimento ha raggiunto il neomelodico Gianni Celeste, che ieri sera si è esibito al Teatro di Verdura: un’intimazione a non eseguire brani che inneggiano alla criminalità organizzata.

Le canzoni, i selfie con i boss e il matrimonio in Calabria
Agostino Galluzzo, questo il vero nome di Daniele De Martino, palermitano di Romagnolo, era già finito al centro delle polemiche per due brani in particolare. Il primo esaltava il rapinatore più famoso di Palermo, soprannominato “U spara spara”. Il secondo, intitolato “Sì nu pentito”, conteneva quello che molti hanno letto come una minaccia diretta ai collaboratori di giustizia: “Non scordarti, pure tra 100 anni ti posso trovare”, recita il testo, con una dedica finale ai detenuti mafiosi.
Per una coincidenza tutt’altro che casuale, De Martino aveva pubblicato alcuni selfie con Francolino e Nino Spadaro, mafiosi di primo piano oggi tornati in libertà. Proprio in casa del boss del Borgo, Jari Ingarao, il cantante sarebbe stato ospite, secondo quanto emerso da un’indagine dei carabinieri.
A Palmi, durante il matrimonio della figlia del narcotrafficante Filippo Iannì — condannato in primo grado a 18 anni per traffico di hashish e cocaina tra Marsiglia e la Calabria — De Martino lesse agli sposi un messaggio augurale del padre detenuto, per poi commentare davanti ai presenti: “Chi nasce libero non può morire prigioniero, ci vuole solamente pazienza per affrontare tutto questo”. Parole che trasformavano un messaggio privato in un proclama pubblico.
I concerti sospesi e l’avviso del questore
Nei mesi scorsi i concerti di De Martino erano già stati sospesi ad Ostia e ad Artena, in provincia di Roma. Nell’avviso orale del giugno 2021, il questore gli contestava la vicinanza ad ambienti malavitosi e la pubblicazione sui social di messaggi in grado di influenzare le coscienze dei giovani, “contrari all’etica morale della società e di contestazione all’operato di esponenti del mondo civile e della lotta alla mafia”.
Il cantante aveva risposto attaccando il giornalista di Repubblica che per primo aveva ricostruito la vicenda. Ora, con il divieto del concerto di Mondello, la questura alza il livello della risposta istituzionale.
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