Il piccolo Samuele doveva nascere oggi. Per il 16 dicembre i medici avevano programmato il parto cesareo per quel bimbo che doveva essere l’amore di mamma e papà. Era il frutto dell’amore tra Selene Pagliarello e Giuseppe Carmina, dopo mesi di attesa era finalmente giunto quel momento che cambia la vita, che rende completi una donna e un uomo.
È una storia densa di amore e sacrifici quella tra i due giovani, diventati simbolo della sciagura di Ravanusa. Selene fino a poco tempo fa raccontava su Facebook di quel matrimonio rinviato più volte a causa delle limitazioni imposte dal governo. Un’attesa culminata poi con il matrimonio con Giuseppe, era l’amore della sua vita.
Selene poi per nove mesi ha accarezzato il suo ventre quel ventre che ha generato il frutto dell’amore che aveva per Giuseppe. Magari anche un attimo prima del dramma Selene aveva mostrato fiera alla suocera quel pancione.

Samuele era lì, pronto per nascere dopo nove mesi di grande attesa e di speranze. Mancavano solo pochi giorni poi però, in un attimo, tutto si è spezzato.
Samuele è la decima vittima della terribile strage di Ravanusa. Sarebbe dovuto nascere oggi. Il parto cesareo programmato di mamma Selene doveva avvenire oggi.
La coppia viveva a Campobello di Licata, paesino a pochi chilometri da Ravanusa. Selene, infermiera ad Agrigento, al nono mese di gravidanza, è diventata lei stessa “la figlia di tutti”, simbolo di questa tragedia immane. “Davvero Selene lo era, generosa, impegnata nel sociale – ricorda il sindaco che annuncia il lutto cittadino per il giorno dei funerali – faceva volontariato e servizio civile. Le nostre città sono legate da sempre da rapporti di vicinanza, di amicizia, di parentela. Tante famiglie sono presenti in entrambe le comunita’.
Su tutti i corpi estratti dalle macerie sarà eseguito l’esame autoptico. Il funerale delle 10 vittime di Ravanusa dovrebbe avvenire venerdì.
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