Sono 1979 le cattedre assegnate in Sicilia al termine della seconda fase delle immissioni in ruolo, chiusa venerdì scorso: la terza quota più alta del Sud dopo Campania e Puglia.
Per altrettanti docenti si tratta di un cambio di vita concreto: dal precariato al posto fisso, con la scelta distribuita tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado.
Oltre la metà dei posti riguarda le tre città metropolitane di Palermo, Messina e Catania. Circa 200 cattedre sono destinate alla provincia di Agrigento, altrettante a quella di Trapani.
Da quando l’elenco sarà pubblicato, gli insegnanti avranno cinque giorni di tempo per confermare o rifiutare la sede assegnata.
A differenza di quanto accade in Lombardia e in altre regioni del Nord, dove ogni anno diversi incarichi rimangono scoperti, in Sicilia le graduatorie concorsuali sono più dense: trovare un sostituto tra i candidati non è complicato.
Il motivo, spiegano dalla Flc Cgil regionale, è che molti docenti siciliani con contratto a tempo determinato preferiscono restare precari nell’Isola piuttosto che accettare un posto fisso al Centro-Nord: a parità di stipendio, il costo della vita altrove è molto più alto.
La prima fase, dedicata all’accettazione e alla scelta della provincia tra le nove disponibili, si è conclusa tra lunedì e giovedì della settimana scorsa. È seguita subito la scelta delle scuole, secondo il meccanismo consueto: metà dei posti va alle graduatorie a esaurimento (GaE), non presenti in tutte le province, l’altra metà alle graduatorie di merito dei concorsi.
Capitolo separato per il sostegno: l’assegnazione delle cattedre agli aspiranti della prima fascia delle graduatorie provinciali di supplenza (Gps) si chiuderà il 13 agosto. Seguirà , entro il 21 agosto, la cosiddetta «mini call veloce», la fase interprovinciale riservata a chi ha presentato domanda tra il 14 e il 18 agosto: a questi docenti verranno assegnate sia la provincia sia la sede.
Resta invece in stand-by il fronte del personale Ata: la richiesta del ministero dell’Istruzione per definire il contingente da assumere è ancora all’esame del ministero dell’Economia. Solo dopo il via libera sarà pubblicato il decreto con il numero complessivo dei posti e la relativa ripartizione tra le province.
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